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martedì 17 dicembre 2019

SENTENZA BOSCOLO ZEMELO, I COMMENTI: "MERITAVA L'ERGASTOLO". NATALINO NULLATENENTE: NESSUN RISARCIMENTO?

La sentenza di ieri al Tribunale di Venezia, che ha condannato a 30 anni di reclusione (con rito abbreviato) Natalino Boscolo Zemelo, non manca di far discutere chi da sempre si è posto, con la pratica, a difesa della memoria della povera Maila Beccarello dopo il tragico assassinio dell'agosto 2018 a Cavarzere. Come l'associazione di promozione sociale Altea, che si dichiara soddisfatta del verdetto anche se con l'amaro in bocca: «Siamo perplessi del fatto che chi, durante la detenzione di Natalino agli arresti domiciliari nella casa di via Regina Margherita, era preposto ai controlli, non si fosse mai accorto dei lividi sul corpo di Maila. Mostri del genere peraltro non possono avvalersi del rito abbreviato, meritano l'ergastolo».
Inoltre, Altea teme che per buona condotta o permessi Boscolo possa uscire dal carcere molto prima: «Fra l'altro i familiari non riceveranno un risarcimento economico, perché costui non possiede niente. E nemmeno morale, dato che non ha spiegato il perché della sua azione né ha chiesto scusa». Ma siccome per la giustizia italiana 30 anni sono la pena riconosciuta con il rito abbreviato, pure per l'associazione giustizia è stata fatta.
Interviene anche Erika Baldin, consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, che si dichiara «vicina ai parenti di Maila, i quali l'estate scorsa hanno dovuto sopportare lo sfregio del danneggiamento della panchina di Cavarzere in suo ricordo, e che ora finalmente hanno ricevuto un po' di giustizia». Secondo la consigliera, «quello dei femminicidi e della violenza domestica è un tema per il quale non sono ammessi passi indietro. Un risultato importante verso la prevenzione si è ottenuto con l'approvazione del “Codice rosso” , la legge che istituisce una corsia preferenziale per le vittime di violenza, con l’adozione di provvedimenti cautelari o preventivi in tempi brevi».
Ora la polizia giudiziaria ha l’obbligo di dare priorità a queste indagini, senza valutazioni discrezionali relative all’urgenza, ma anzi ascoltando la vittima entro tre giorni al massimo. «La formazione specifica delle forze dell’ordine verso il fenomeno - conclude Baldin - si accompagna, grazie all’azione del sottosegretario Vincenzo Spadafora, all’istituzione di un fondo speciale per le vittime e all’apertura di nuovi centri di pronto intervento a supporto psicologico e legale delle donne che intendono denunciare le violenze fisiche e morali subite, specie dal proprio partner o ex».

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