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venerdì 11 giugno 2021

BAGARRE NEL CENTRODESTRA, DOLFIN RISPONDE A PARISOTTO: «DA QUALE PARTE STAI?»

Il consigliere regionale leghista Marco Dolfin stigmatizza l'atteggiamento del consigliere comunale cavarzerano Pier Luigi Parisotto, il quale aveva criticato la Lega locale, accusandola di "assenza" nell'istituzione delle nuove conferenze dei sindaci a livello regionale. «Fa specie - esordisce Dolfin - apprendere certe prese di posizione da parte di un ex rappresentante politico della città di Cavarzere, che nel solo intento di voler riapparire nel palcoscenico politico locale, viste le imminenti elezioni comunali, cerca di recuperare il tempo perduto e la visibilità che serve, decidendo di tirare in ballo a titolo gratuito alcuni amministratori del territorio».
Prosegue il consigliere regionale: «Parisotto ha sbagliato modi e tempi, dimostrando di usare ancora le vecchie tattiche, ancorate al solo modello del discredito: "Sparo nel mucchio, creo un po' di confusione e prima o poi qualcuno risponderà"... Dal momento che sembra il suo letargo politico sia finito, e visto che mi ha chiamato in causa, mi permetto volentieri di potergli rispondere cordialmente. In primis, l'invito è quello ad aggiornarsi, cominciando con il leggere tutto il contenuto della legge regionale numero 12 del 2021, e non solo i titoli di coda. Questa legge infatti riguarda sì lo sviluppo di certe aree interne, ma lo fa dopo che le amministrazioni comunali interessate, attraverso la conferenza dei sindaci, si sono associate previo processo programmatico descritto dalle stesse linee essenziali.
Un percorso che parte da lontano , dove proprio i territori sono i fautori: la legge regionale non prende in considerazione un mera area geografica (alla quale i Comuni stessi di Cavarzere, Chioggia e Cona evidentemente appartengono) ma piuttosto la programmazione costituita dalle stesse aree interne. Percorsi di discussione iniziati ancora nel 2019, quando il sottoscritto nemmeno sedeva in consiglio regionale. Ma vorrei ricordare a questo ex rappresentante politico di Cavarzere che le istanze devono, appunto, in primis provenire dal territorio, da chi amministra direttamente il Comune. E vanno esposte nei modi e nei tempi corretti. Non spetta certo al consigliere regionale di turno prendere iniziative singolari riguardo ad un Comune o a un altro, senza che questo non sia coinvolto in prima battuta, né tanto meno avvisato e reso partecipe del percorso».
Dolfin è «alquanto perplesso» dall'uscita di Parisotto, e lo rassicura che «il sottoscritto, oltre alla presenza in aula, ha votato favorevolmente, ritenendolo nel complesso un disegno di legge utile e valida per i territori interessati, che dà ai sindaci strumenti ulteriori per disporre nelle proprie comunità locali. Forse se l'amministrazione di Cavarzere fosse stata più interessata, attenta o avesse ritenuto di avere le carte in regola per poter rientrare nella fattispecie non avremmo avuto alcuna remora nel prodigarci per sostenere la sua partecipazione nel quadro normativo indicato. Invito quindi Parisotto a trovare altre questioni, se vuole cominciare la propria campagna elettorale, iniziando a capire da quale parte starà alle prossime elezioni. E magari appoggiando, stavolta, l'avvocato Pierfrancesco Munari, candidato della Lega, sgombrando il campo da fraintendimenti».

IPAB DANIELATO, INAUGURATO IERI MATTINA IL COMPLETAMENTO DEI LAVORI EDILI AL CENTRO DIURNO: ACCOGLIERÀ 16 ANZIANI GIORNALIERI

Nella mattinata di ieri è stato inaugurato il completamento dei lavori edili del centro diurno in seno all'IPAB Andrea Danielato di Cavarzere. Al taglio del nastro erano presenti il sindaco Henri Tommasi, il vicesindaco Paolo Fontolan, le assessore Cinzia Frezzato e Heidi Crocco. Il presidente del Centro Servizi, Fabrizio Bergantin, ha presentato l'incontro ricordando il raggiungimento di un traguardo importante, in quanto il futuro centro diurno potrà offrire un'accoglienza giornaliera alle persone anziane autosufficienti. Lo spazio dedicato al centro diurno si sviluppa al civico 46, di fronte all’attuale Centro Servizi, con accesso indipendente e personale dedicato. Comprenderà uno spazio per l’accoglienza, una zona soggiorno per le attività, una stanza per il riposo, una zona di coordinamento e i servizi igienici. Il centro prevede una disponibilità per sedici persone.
Il personale, con funzione di educatore, curerà l’organizzazione e la conduzione delle attività ludico-ricreative (ad esempio la tombola, giochi di società, laboratori creativi di produzione di oggetti, uscite all’esterno, gite ed escursioni, soggiorni climatici, feste, iniziative in collaborazione con diverse realtà della comunità locale) e qualsiasi altra attività utile a creare occasioni socializzanti e di svago per i destinatari della struttura. Il servizio si potrà avvalere della collaborazione del servizio di psicologia e di assistenza sociale già attivi nell’unità per persone anziane non autosufficienti.
Saranno presenti operatori sociosanitari che forniranno l’assistenza di base, la quale comprende la tutela, l’igiene e la cura della persona, dell’abbigliamento, l’aiuto nell’assunzione dei cibi, la cura dell’alloggio, il sostegno delle relazioni sociali. Il personale addetto al servizio infermieristico assicurerà la corretta applicazione dei protocolli terapeutici, l’adeguata somministrazione dei farmaci, il monitoraggio delle condizioni di salute degli anziani e l’attivazione di pronto intervento sanitario al bisogno.
Il servizio di ristorazione, affidato alla cucina interna, sarà progettato per consentire la scelta tra più alimenti accogliendo, per quanto possibile, le preferenze dei residenti e la stagionalità dei prodotti. Sarà presente una persona con ruolo di coordinamento per i servizi presenti. La Giunta ringrazia sentitamente il presidente della casa di riposo e i componenti dei due consigli di amministrazione, che hanno contribuito fattivamente alla realizzazione dell’opera, senza dimenticare l’intero personale amministrativo e socioassistenziale della struttura.

sabato 5 giugno 2021

CAVARZERE "ESCLUSA" DALLE CONFERENZE DEI SINDACI TRA BRENTA E PO? PARISOTTO CONTRO I TRE CONSIGLIERI REGIONALI

Il consigliere comunale Pierluigi Parisotto torna a occuparsi dei rapporti di forza nel territorio meridionale dell'area metropolitana di Venezia, in riferimento all'istituzione di due nuove conferenze dei sindaci, per la Riviera del Brenta e il Delta del Po. «Faccio anch’io i miei complimenti agli assessori regionali Calzavara e Corazzari per il risultato - commenta Parisotto - segno della loro lungimiranza politica. Ma nel contempo provo grande amarezza nel leggere le motivazioni ufficiali, tutte nobili e positive, che hanno portato a questo risultato, soprattutto dove recitano "due nuove conferenze dei sindaci per le terre tra il fiume Brenta e il Po".
Peccato che, leggendo l’elenco dei Comuni che ne fanno parte, sono esclusi Cavarzere, Cona e Chioggia. Dov’è l’errore? Nei comunicati, o nell’assenza di attenzione durante il voto di questa nuova legge del 25 maggio? soprattutto da parte dei tre consiglieri regionali chioggiotti (ma che hanno ricevuto voti anche da Cavarzere e Cona), di cui uno di maggioranza, il leghista Marco Dolfin, e due di minoranza, il primo del pd, Jonathan Montanariello, e la grillina Erika Baldin. Dov’erano costoro mentre nelle commissioni si discuteva della nuova legge, che è stata poi votata anche da loro nella seduta del consiglio regionale del 18 maggio? C’erano, erano assenti, o se c’erano, non hanno ritenuto importante far entrare i tre Comuni in una delle due, oppure far si che ne venisse istituita una terza?».
Conclude l'esponente della lista Tricolore: «Il sindaco di Cavarzere Henri Tommasi, di centrosinistra, quello di Cona Alessandro Aggio, della Lega, e quello grillino di Chioggia Alessandro Ferro non hanno nulla da dire in merito? Erano stati informati dai rispettivi consiglieri regionali di riferimento, di queste due consulte? L’assessore Corazzari, transitato nella sezione della Lega di Cavarzere un paio di mesi fa, promettendo grande disponibilità e interesse per il Comune, aveva informato il segretario Marco Grandi e i consiglieri comunali locali Pierfrancesco Munari e Roberta Fava? Questa è stata l’ennesima occasione persa per creare un contenitore istituzionale, studiare i problemi storici e costruire dal basso progetti di rinascita, affrontando i problemi alla luce del sole. Chiunque andrà a governare alle prossime elezioni comunali a Cavarzere e Chioggia dovrà porsi come primo impegno il dialogo con i sindaci dei territori confinanti, per affrontare l’oggettiva arretratezza e difficoltà in cui ci troviamo».

venerdì 4 giugno 2021

ELEZIONI COMUNALI, LA LEGA RILANCIA LA FUSIONE CON CONA E INCONTRA LE ASSOCIAZIONI PER SCRIVERE IL PROGRAMMA

La Lega di Cavarzere è pronta alle prossime elezioni amministrative di ottobre. Il segretario della sezione, Marco Grandi, informa di aver definito i principali argomenti programmatici assieme agli alleati nella coalizione di centrodestra, che sosterranno la candidatura a sindaco di Pierfrancesco Munari: e tra questi c'è il "ripescaggio" del progetto di fusione con il Comune di Cona. «Crediamo di poter presentare a Cavarzere - commenta il segretario leghista - un'alternativa di amministrazione in netta discontinuità rispetto al decennio amministrato dalla sinistra, e una chiara e repentina inversione di rotta alla situazione in cui versa la città; mi auguro che i cittadini cavarzerani valutino tutto questo e che vengano ad incontrarci per darci il loro prezioso contributo».
La presenza nel territorio è un fiore all'occhiello per Grandi: «Come ampiamente pronosticato, l’arena politica cavarzerana si sta popolando in queste settimane, dove assistiamo anche questa volta al puntuale ritorno di chi per anni scompare dalla scena, disinteressandosi di qualsiasi problema del Paese e dei cittadini, salvo poi sistematicamente ripresentarsi a ridosso degli appuntamenti elettorali. In particolar modo in occasione delle elezioni amministrative, e spesso disposto ad alleanze improbabili e innaturali pur di poter ambire a occupare un posto in amministrazione.
La Lega viceversa - continua Grandi - rivendica con orgoglio la costante presenza nel territorio in questi ultimi 5 anni, e la propria chiara identità e coerenza come forza centrale e trainante del centrodestra. Poter incontrare le persone in piazza, sotto il gazebo e da quasi un anno nella centralissima sede in via Roma, è sempre stata la normalità, già immediatamente dopo le amministrative del 2016. Siamo abituato a portare avanti le nostre idee e battaglie, indipendentemente da qualsiasi appuntamento elettorale».
A maggior ragione, in vista delle ormai imminenti amministrative, la Lega cavarzerana intende ulteriormente ampliare la possibilità di incontro con la popolazione, verso un'offerta programmatica quanto più attinente alle reali esigenze del territorio e dei cittadini. «Per questo - prosegue il segretario - da lunedì prossimo la sede sarà aperta dal lunedì al giovedì, dalle ore 18 alle 19 e il venerdì mattina in occasione del mercato cittadino. Chi desidera incontrarci potrà farlo anche programmando un appuntamento tramite i canali esposti nella vetrina della sede stessa».
Quanto al programma, «da mesi - specifica Marco Grandi - stiamo incontrando associazioni di categoria, di volontariato, culturali, imprenditori e cittadini che “vivono” Cavarzere e che hanno la reale percezione del territorio. Il programma lo stiamo scrivendo unitariamente al dettaglio con gli alleati del centrodestra; vorremmo che l'ampliata possibilità di incontro fosse sfruttata al massimo, e invitiamo pertanto chiunque a poterci incontrare, anche se non necessariamente vicino alla Lega, perché riteniamo che le esigenze e il bene di Cavarzere non debbano avere casacche politiche ma debbano partire dall’ascolto, dalle buone istanze, da una squadra volonterosa e pronta a realizzarle».
Al centro dell'azione amministrativa, qualora la Lega e il centrodestra dovessero prevalere, sara la ripresa di Cavarzere «dopo anni di inesorabile declino». A partire dal progetto di fusione con il Comune di Cona, per il quale la Lega ritiene strategico intraprendere (da parte della futura amministrazione) l’iter burocratico, per altro modificato e semplificato dalla rivisitata legislazione regionale, e che si concretizzerà nel referendum con il quale le rispettive cittadinanze avranno la possibilità di finalizzare la fusione. Tale proposito potrà così attingere alle previste risorse economiche, e ridisegnare l'assetto territoriale dell’area metropolitana meridionale, che ad oggi vede i due Comuni in costante e progressiva sofferenza demografica, economica e assistenziale. «È significativo - nota il Carroccio - che anche il Comune di Cona abbia previsto la fusione nel proprio Documento Unico di Programmazione, approvato nel dicembre 2020».
Imprescindibili poi le questioni legata alle politiche sociosanitarie: «L’attenzione principale - spiega Grandi - è sicuramente da destinare alla gestione della cittadella. Siamo costantemente in contatto con i nostri referenti regionali, ed è di questi giorni un ultimo aggiornamento da parte della presidente della V commissione consiliare a palazzo Ferro Fini, circa le modalità di assegnazione della struttura. Sarà nostro obiettivo garantire non solo il mantenimento ma anche il potenziamento, quantitativo e qualitativo dei servizi. L’indirizzo regionale, velocemente accelerato dall’emergenza pandemica, è di delegare sempre più alle realtà assistenziali territoriali la gestione della cronicità, destinando alle strutture hub la sola gestione delle acuzie; in questo scenario, e con una popolazione di età media particolarmente avanzata e quindi di per sé fragile, la piena funzionalità di una struttura quale la cittadella sociosanitaria rappresenta una irrinunciabile necessità per la comunità cavarzerana».
Nel DNA della Lega non manca un piano per la sicurezza e il decoro urbano: «È ormai quotidiana - osserva il partito di Salvini - la segnalazione di atti criminosi o vandalici perpetrati nel territorio comunale, nel centro cittadino così come nelle frazioni. Vogliamo intervenire con un sistema di videosorveglianza nei luoghi di ingresso o comunque strategici del territorio, in centro e nelle frazioni, assieme ad altre misure che stiamo esplicitando nel programma. Per meglio realizzare il piano di sorveglianza, siamo in contatto con una realtà territoriale che fornirà preziose indicazioni operative».
Quindi il cosiddetto “piano Marshall” per l’edilizia residenziale pubblica, che nella visione leghista prevede un progetto di riassetto, recupero e dismissione degli alloggi, e la revisione dei criteri di assegnazione: da un lato allo scopo di ottimizzare le corrette esigenze dei soggetti aventi diritto, e contemporaneamente tenere controllata la gestione economica e urbanistica comunale, oltre al decoro cittadino. Non più procrastinabile per la Lega è la digitalizzazione dei procedimenti amministrativi, anche pe rsopperire alle carenze di organico, tenendo conto del supporto da fornire alla parte di popolazione non digitalmente avanzata.

mercoledì 26 maggio 2021

I GENITORI DI BOSCOCHIARO SCRIVONO ALLE ISTITUZIONI REGIONALI PER SALVARE LA SCUOLA PRIMARIA LOMBARDO RADICE

I genitori degli allievi che frequentano la scuola primaria Lombardo Radice di Boscochiaro hanno scritto alla Direzione scolastica regionale, all'assessora veneta alla Pubblica Istruzione Elena Donazzan e al presidente della giunta Luca Zaia per protestare contro i tagli al settore e segnatamente contro la possibile chiusura del plesso, il quale raccoglie i bambini che abitano non solo a Boscochiaro, ma anche a San Pietro, in Dolfina, a San Gaetano e al Villaggio Busonera.
«Abitiamo nelle frazioni - esordiscono i genitori - perché non tutti abitano in centro e, soprattutto, non tutti desiderano abitarci. Noi abbiamo ancora la fortuna di vivere in un territorio che sembra, per certi aspetti, essersi fermato nel tempo: si vive come se fossimo un’unica grande famiglia, ci si conosce, la vita è semplice, i ritmi delle nostre giornate sono in sintonia con la natura. Vogliamo che sia ben chiaro alle istituzioni che ci governano che chi vive nelle frazioni lo fa volentieri. C’è chi ci nasce, chi continua a viverci per non lasciare soli i genitori, chi ci viene ad abitare in seguito perché ama questo stile di vita. Siamo già consapevoli di non avere tutti i servizi che normalmente si dovrebbero avere, ma ci accontentiamo».
Tuttavia, se questi cittadini non pretendono che vengano forniti servizi in più, almeno che non vengano tolti quelli esistenti: «Il primo tra tutti - si legge nella missiva - è la scuola. Cavarzere è un territorio molto ampio, dunque le frazioni non sono molto vicine al centro e la strada per arrivarci è quasi sempre arginale. In questa situazione geografica è rimasta solo una scuola primaria aperta nelle frazioni: si tratta della Lombardo Radice di Boscochiaro. Negli anni sono state chiuse tutte le altre, non solo per il calo demografico. I numeri non sono altissimi, ma ci sono».
Ogni anno, però, a questi ragionamenti pratici e concreti si sovrappone la "legge del risparmio", mettendo sempre in dubbio la formazione della classe prima (pur essendoci iscrizioni) e dunque il futuro stesso della scuola. «Piuttosto che risparmiare i soldi di una seconda o terza sezione in centro - notano con disappunto i genitori di Boscochiaro - meglio tagliare le classi delle frazioni, così in breve l’istituto chiude ed è un pensiero in meno. L’amministrazione comunale da settembre finanza un servizio di doposcuola che rende più appetibile l’istituto della frazione, ma è vero anche che né dall’amministrazione né dall’istituto scolastico sono state intraprese azioni di promozione di tale servizio al momento delle iscrizioni».
Le famiglie non ci stanno: «La scuola non riguarda solo chi ha figli in età scolare, riguarda tutte le persone delle frazioni. È un punto di riferimento, è il futuro, è il servizio principale per una famiglia. Siamo davvero stanchi di essere trattati come cittadini di serie B. Se c’è qualcosa che deve essere tolto, si toglie alle frazioni. Non stiamo chiedendo che ci costruiscano una scuola, chiediamo che ci venga lasciata quella che abbiamo, sia primaria che per l'infanzia. E il fatto che dobbiamo ogni anno continuare a chiederlo ci sembra assurdo. Chi comprende appieno la situazione sembriamo essere solo noi abitanti delle frazioni: a portare avanti la causa strenuamente sono i genitori, un consigliere comunale di opposizione e tutti gli abitanti che non mollano l’osso».
Dietro ai numeri ci sono persone che lavorano, organizzazione familiare: «Sembra che ci venga detto di sì ma solo per tenerci tranquilli. Sembra che la scuola forse rimarrà ancora aperta, ma magari con pluriclassi, vedremo fino a quando, cominciamo a pensare che prima o poi chiuderà... Non è così che vogliamo che vada. Siamo noi che crediamo nel nostro territorio, che viviamo la qualità dell’essere qui, che vediamo l’importanza sociale di ciò che avviene nelle frazioni, che teniamo vivi i valori del vivere in società. Vi chiediamo una mano - conclude la lettera alle istituzioni regionali - perché concedere una classe alla scuola Lombardo Radice di Boscochiaro non cambierà le sorti dell’economia italiana, ma cambia la vita di chi vive qui. E i cui diritti non valgono meno di chi vive in centro. La scuola di Boscochiaro non deve chiudere».

martedì 25 maggio 2021

CIMITERI DELLE FRAZIONI, INTERROGAZIONE DI PASQUALI: «MANCANO LOCULI, SITUAZIONE INCRESCIOSA PER L'INERZIA DELLA GIUNTA»

Il consigliere comunale Emanuele Pasquali ha presentato ieri un'interrogazione a risposta scritta, diretta al sindaco Henri Tommasi e alla giunta, in merito alla situazione definita «incresciosa» che si starebbe verificando nei cimiteri di San Pietro, Boscochiaro e Rottanova, dove tutti i loculi sono esauriti e ai familiari non resta che scegliere la sepoltura a terra, la cremazione oppure il trasferimento delle spoglie dei propri cari nei cimiteri dei Comuni vicini.
«Da tampo - spiega Pasquali - i familiari e alcune imprese funebri mi chiedono di intervenire per portare a galla questo disservizio. L'unico intervento di costruzione di loculi riguarda il cimitero del capoluogo comunale, mentre per gli altri non esiste alcun progetto». Nel testo dell'interrogazione, il consigliere di minoranza chiede al sindaco i motivi dell'inerzia e le ragioni del mancato vincolo dell'avanzo di bilancio 2020 alla progettazione di nuovi loculi nei cimiteri delle frazioni, «sempre più lasciate a se stesse con la perdita di servizi che stanno desertificando il comune».

PARISOTTO CONTESTA LA RISTRUTTURAZIONE DELL'IPAB DANIELATO: «DOVEVA TERMINARE NEL 2017, I LAVORI SONO ANCORA IN CORSO»

Il consigliere comunale Pier Luigi Parisotto polemizza con il sindaco di Cavarzere, Henri Tommasi, riguardo l'inaugurazione della nuova cucina dell'IPAB Danielato. «A detta del primo cittadino - esordisce Parisotto - pare essere un successo, ma niente di più sbagliato. Tra il costo di costruzione della nuova cucina e gli stipendi di quasi 90mila euro per i tre cuochi, vorrei capire quanto verrà a costare un pasto per gli anziani, visto che gli ospiti già da quest’anno hanno dovuto subire l'aumento della retta giornaliera di un euro (già previsto anche per il 2022 e 2023), il tutto nell’assoluta indifferenza dei consiglieri comunali di maggioranza e dei sindacati».
Continua Parisotto: «Il sindaco ha avuto il coraggio di dichiarare che i lavori proseguono velocemente, quando bene che gli stessi relativi all’ampliamento della casa di riposo, iniziati il 10 agosto 2015, avrebbero dovuto terminare nell’arco di 641 giorni, quindi il 31 maggio 2017. Ad oggi ne sono passati altri 1478 (più di quattro anni) e i lavori sono ancora in corso. Come se ciò non bastasse, il responsabile unico del procedimento, il direttore Mauro Badiale, ha già fatto approvare tre perizie di varianti per un aumento del costo pari a un importo di 1.2 milioni di euro, che sommati al costo iniziale dell’appalto di 5.6 milioni, fanno un totale di 6 milioni e 800mila euro».
La nuova cucina è costata 147mila euro per attrezzature e altri centomila per impianti generali, per un totale di 247mila euro, tutti a carico del bilancio dell'IPAB, che sommati ai 6.8 milioni di euro dell’intera nuova struttura fanno oltre 7 milioni. I quali, divisi per i 90 posti letto previsti, significano quasi 80mila euro ciascuno. Di questi, 4.5 milioni sono finanziati dalla Regione senza interessi, ma devono comunque essere restituiti; i restanti 2.5, invece, Parisotto presume siano a carico del bilancio ordinario dell’Ipab.
«Ma di questo non vi è traccia nei pochi documenti di bilancio pubblicati nel sito della residenza per anziani. Si tratta di una esposizione finanziaria pesante e a dir poco preoccupante, e non a caso nell’approvato bilancio di previsione 2021 il revisore unico dei conti lo dice chiaramente, ben sapendo che il direttore Badiale si divide tra altre cinque case di riposo oltre a quella di Cavarzere, dedicando in media meno di un giorno a settimana per ognuna di esse... un vero mega direttore galattico!», ironizza l'ex sindaco.
Nel 2010 l'amministrazione di centrodestra a Cavarzere aveva firmato un accordo di programma tra il consiglio di amministrazione dell’IPAB, la Regione Veneto e il direttore dell’ULSS di Chioggia, per costruire la nuova casa di riposo all’interno dell’ex ospedale: «A quest’ora - osserva il capogruppo della lista Tricolore - questa sarebbe già finita e funzionante da un bel po’ di anni. I cittadini, però, nel 2011 con il loro voto hanno premiato il sindaco Tommasi e la maggioranza di centrosinistra, eletta tra l’altro con l’aiuto determinante di vari esponenti di centrodestra come i professori Fabrizio Zulian e Renato Belloni, oltre ai vari Renzo Sacchetto, Paola Garbin, l’attuale consigliere comunale Emanuele Pasquali e altri ancora, facendo sì che il sindaco Tommasi provvedesse a nominare i suoi componenti del cda dell’IPAB.
Essi, come primo atto amministrativo, strapparono l'accordo di programma, ripartendo con un nuovo progetto di ristrutturazione e ampliamento della struttura che oggi è in corso. A mio avviso - conclude Pier Luigi Parisotto - mai come ora, in tempi di post pandemia da Covid, si percepisce quanto meglio sarebbe stato costruire la nuova IPAB nell’ex ospedale, offrendo servizi socio-sanitari integrati con l’attuale cittadella di Cavarzere. Peraltro, sopra i lavori eseguiti del nuovo centro diurno (già costato circa 400mila euro) pende una causa civile per danni del valore di 500mila euro, intimata all’IPAB dall'impresa costruttrice. Purtroppo, visto come sono andate le cose, non ci resta che attendere le nuove elezioni comunali nell’autunno 2021, oltre alla fine dei lavori di ampliamento dell’IPAB, e vedere alla fine quanto saranno costati veramente per tirare le conclusioni politiche di questa scelta».