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sabato 25 novembre 2017

UN "POSTO OCCUPATO" IN PIAZZA A CAVARZERE PER RICORDARE LE DONNE VITTIME DI VIOLENZE

Anche Cavarzere aderisce alla Giornata mondiale per l'eliminazione della violenza contro le donne, indetta dalle Nazioni Unite per oggi 25 novembre. Lo ha fatto con iniziative volte a sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema: la capogruppo di MDP in consiglio comunale, Elisa Fabian, ha lasciato una sedia rossa vuota nella piazza davanti al municipio, simbolo di "Posto occupato", a ricordo delle donne che vengono uccise. In media accade una ogni due giorni: secondo le ultime stime, ogni anno in Italia vengono uccise circa centocinquanta donne. Negli ultimi dieci anni le donne uccise sono state 1740, di cui 1251 (il 71,9%) in famiglia: l’aggressore è quasi sempre il partner o l’ex partner che colpisce per vendetta, per lo più perché la donna se ne sta andando dal rapporto di coppia, per gelosia e possessione. Nel 32% dei casi le donne muoiono per arma da taglio, nel 30% l’assassino ha dato fuoco alla vittima per annientarla completamente. Oltre alla violenza agita fisicamente ci sono altre forme diverse di abusi: quasi sette milioni di donne hanno subito maltrattamenti nel corso della loro vita. Violenze domestiche, stalking, insulti verbali, sessismo, nel tentativo di minare l’indipendenza e la libertà delle donne. Dice Fabian: «Il Paese che piange sui giornali, parla di emergenza e chiede la pena di morte per gli stupratori è un paese profondamente ambivalente, arretrato culturalmente. Non riconosce la soggettività femminile, preclude alle donne i luoghi decisionali, ripete continuamente che c’è violenza contro le donne e non fa niente per contrastarla. Il corpo delle donne e la libertà femminile sono continuamente strumentalizzati a fini politici: attorno agli stupri si costruisce l’odio per lo straniero, ad esempio, o si risponde con logiche di sicurezza che nulla hanno a che vedere con la lotta contro la violenza. Il gruppo di Articolo Uno - MDP oggi porta in piazza un posto vuoto per le donne che subiscono violenza fisica e psicologica da quegli uomini che dovrebbero invece rispettarle e proteggerle».

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