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lunedì 1 settembre 2014

ULSS 14 e CUORE AMICO INSIEME PER COMBATTERE LE MALATTIE CARDIO VASCOLARI

Ulss 14 e Cuore Amico ed i Comuni di Cavarzere e Cona insieme per combattere le malattie cardiovascolari Al via domani 2 settembre a Cavarzere un progetto sperimentale che promuove gli stili di vita corretti: movimento, cibo sano, no al fumo Cavarzere e Cona “dichiarano guerra” alle malattie cardiovascolari e lo fanno grazie ad una serie di strategie messe in campo dalla Medicina Integrata della Cittadella Socio Sanitaria di Cavarzere in collaborazione con l'Ulss 14 (Riccardo Ranzato, direttore del Distretto sociosanitario e Roberto Valle, primario della Cardiologia) e Cuore Amico. Insieme hanno organizzato un percorso di prevenzione cardiovascolare primaria a 360 gradi che prevede tre gruppi di lavoro: uno sul fronte del movimento (il gruppo cammino), un altro sul fronte dell’alimentazione (il gruppo nutrizionale) e un terzo contro il fumo (il gruppo per smettere di fumare). “Ormai – ha esordito il direttore generale dell’Ulss 14 Giuseppe Dal Ben - non ci sono più dubbi in letteratura: l'attività motoria, la nutrizione e l'abolizione del fumo sono elementi essenziali per prevenire le malattie cardiovascolari. E’ per questo che la task force messa in atto punta a tre obiettivi: ridurre il numero dei fumatori e delle persone sedentarie, più migliorare lo stile alimentare nelle persone in sovrappeso”. Al progetto, attualmente hanno aderito circa una sessantina di persone, tutte reclutate dai medici di famiglia che sono pronte subito a partire con questa sperimentazione. Ecco come si articola il progetto: - Martedì 2 settembre, parte il gruppo cammino: il gruppo viene seguito da Michela Folli, laureata in scienze motorie, vice-presidente dell'Associazione Nazionale dei Laureati in Scienze Motorie (DMSA). Il suo compito sarà quello di “incrementare l’attività motoria, facendo crescere nei partecipanti la consapevolezza dei suoi benefici in salute. Le persone che hanno aderito al programma, parteciperanno a due incontri settimanali di attività fisica di almeno 50 minuti ciascuno, per un totale di venti incontri. - Mercoledì 3 settembre, parte il gruppo nutrizionale: il gruppo viene seguito dalla dietista Annalisa Fortin. Durante l’incontro si spiegherà l’importanza del cibo quando in gioco c’è la salute: cosa fa bene mangiare e non. Il progetto si articola in sette incontri di due ore con cadenza settimanale. - Mercoledì 24 settembre, parte il gruppo per smettere di fumare: il gruppo è seguito dalla psicologa Lisa Salvagno. Il trattamento di gruppo per smettere di fumare sarà organizzato seguendo le linee guida e il manuale operativo prodotto dalla Regione Veneto, ossia secondo il modello “TGFumo”. Il progetto si articola in nove incontri di due ore ciascuno. I risultati del progetto sperimentale verranno presentati sabato 8 novembre, a Cavarzere, in occasione della Festa del Medico. Si ricorda che la partecipazione ai corsi è gratuita grazie al sostegno di Cuore Amico. Per saperne di più sul progetto, è bene rivolgersi al proprio medico di famiglia. Ines Brentan Ufficio stampa Ulss 14

mercoledì 20 agosto 2014

DUE MAROCCHINI LITIGANO ALL'ESCO BAR. UN ARRESTO

L'angolo tra via Roma e corso Italia - da Google maps
Lite furibonda tra due marocchini, ieri sera, all'Esco Bar, in via Roma. Si ignora, al momento, la ragione del contendere tra i due. Probabilmente, come dicono spesso, in questi casi, le forze dell'ordine, si trattava di “futili motivi”, dato anche il notevole tasso alcolico che caratterizzava i litiganti. 
Comunque i due si erano fatti prendere la mano dall'ira e, a causa del loro scontro, che continuava oltremisura, rischiavano non solo di farsi del male ma anche di danneggiare il locale e coinvolgere qualche altro avventore. Così sono stati avvertiti i carabinieri una cui pattuglia si è recata sul posto e ha cercato di tranquillizzare i due litiganti. Purtroppo uno dei due non voleva proprio sentire ragioni e si è scagliato contro i militari. In poco tempo, però, è stato reso inoffensivo e arrestato per resistenza a pubblico ufficiale.Il marocchino arrestato è stato processato per direttissima questa mattina ed è stato condannato a un anno di reclusione, pena sospesa.

domenica 17 agosto 2014

E LA CACCA DOVE LA METTO? (QUELLA DEL CANE)

“Sapevi che quattro cani su dieci hanno problemi alle gengive? La soluzione? Dentiere per cani!”. Il simpatico sketch pubblicitario che, per esemplificare il concetto, mostra surreali sorrisi canini, potrebbe risultare meno accattivante se, invece dei “problemi alle gengive”, si parlasse dei “problemi all'intestino”. In questo caso la parte finale potrebbe essere: “La soluzione? Cestini per cani”.
E, giustappunto, i cestini per raccogliere gli escrementi, sono di recente arrivati anche a Cavarzere, per rimediare sia a possibili problemi diarroici degli amici a quattro zampe, sia a possibili “distrazioni” degli amici a due zampe.
Sono di plastica, di colore rosso (sopra) e verde (sotto) e, soprattutto, sono riconoscibili dall'esplicito disegno che stilizza un cane intento a soddisfare i suoi “bisogni corporali”. Sta ai già citati amici a due zampe delle bestiole, provvedere alla raccolta, con guanti, sacchettini e paletta, e depositare il tutto nei contenitori.
Lo diciamo perché qualcuno ha già frainteso la funzione dei nuovi cestini e ha cominciato a riempirli con bottiglie di birra, pacchetti di sigarette, cannucce da bibite, cartacce, ecc.
Ok. Fate tutti attenzione! Quei contenitori servono per metterci le cacche dei cani, non le bottiglie (anche se vuote) di birra. Per il vetro ci sono le apposite campane, oppure i bar dove la birra l'avete comprata. Non è difficile, vero?
La stranezza dei contenitori per le cacche, invece, è un'altra. Perché si trovano solo attorno alla “vasca” del centro? In via Roma, davanti al teatro, con il rischio che il pubblico azzimato che si reca ad assistere al concerto del maestro Banzato si trovi, prima, a doversi sorbire lo spettacolo di un tizio che raccoglie (con guanti e paletta, per carità) la cacca di un bel pastore tedesco. E poi in via dei Martiri (ben due “cestini”) e in via Turati. Piazza della Repubblica e corso Italia, invece, ne sono privi. Così come quasi tutta via Roma e corso Europa dove uno, la passeggiatina col cane potrebbe anche farsela. Magari si fa conto sulle aiuole? E via Peschiera? E via Spalato? Misteri della Veritas, verrebbe da dire.

domenica 10 agosto 2014

ECCO CHI "VIVE" CON LA CARITA' PUBBLICA

E' vero che i fondi per l'assistenza vanno a finire solo nelle tasche degli immigrati? C'è chi lo sospetta e chi lo afferma, con l'aria di voler rivelare un segreto che altri vogliono tenere nascosto. Bene! Ecco un piccolo contributo di conoscenza, ovvero i dati che riguardano la spesa per l'assistenza ai nuclei familiari indigenti, sostenuta dal Comune di Cavarzere nei mesi di luglio e agosto. La fonte è l'elenco pubblicato all'Albo pretorio comunale, quindi è il massimo dalla ufficialità.
L'ingresso nord a Cavarzere. Da Google Maps
Complessivamente (cioè per i due mesi e per tutti gli assistiti) la spesa è di 7200 euro che vengono distribuiti in tranche da 50 o 100 euro al mese a famiglia. Le domande di assistenza presentate sono state 130 delle quali 94 sono state accolte e 36 respinte “per mancanza dei requisiti”. Le domande accolte sono suddivise in tre elenchi, ciascuno con caratteristiche diverse:
Elenco A: 52 nuclei familiari con reddito inferiore al minimo vitale, con presenza di minori. Contributi per 3600 euro.
Elenco B: 17 nuclei familiari con reddito inferiore al reddito minimo vitale, con presenza di invalidi civili o inabili al lavoro. Contributi per 1500 euro.
Elenco C: 25 nuclei familiari in condizione di indigenza con rete familiare insufficiente. Contributi per 2100 euro.
L'elenco A comprende 35 famiglie di immigrati e 17 italiane. Il contributo di 100 euro mensili va a 10 famiglie di immigrati e a 10 famiglie italiane, quello di 50 euro mensili a 25 famiglie di immigrati e 7 famiglie italiane. Dunque gli immigrati (che sono il 67,3% di questo elenco) “incassano” 2250 euro al mese (il 62,5% dei contributi), mentre agli italiani (32,7%) ne toccano 1350 (il 37,5%).
L'elenco B comprende tutte famiglie italiane, 13 delle quali ricevono il contributo di 100 euro mensili.
L'elenco C comprende 2 nuclei familiari di immigrati (8% dell'elenco C), con contributi di 50 euro mensili, e 23 nuclei familiari italiani (92%), 17 dei quali ricevono un contributo di 100 euro. Dunque 100 euro, ogni mese, vanno agli immigrati (4,8% della spesa), 2000 euro (pari al 95,2%) vanno agli italiani.
In totale, quindi, nei tre elenchi, i nuclei familiari di immigrati assistiti sono 37, quelli italiani sono 57. Gli immigrati ricevono 2350 neuro al mese, gli italiani 4850.
Infine l'elenco di coloro che, pur avendo presentato domanda, non hanno i requisiti: si tratta di 36 nuclei familiari, divisi quasi equamente tra italiani (17 nuclei) e stranieri (19). Per quasi tutti il motivo dell'esclusione dal contributo è la percezione di un reddito che gli uffici comunali reputano "sufficiente" per vivere.

venerdì 25 luglio 2014

DONNA INVESTITA DA BISARCA: SALVA PER MIRACOLO

Il luogo dell'incidente
Ha attraversato la strada senza guardare, ed è stata investita da una bisarca che trasportava automobili. Ma è stata incredibilmente fortunata: ha preso solo una botta in testa, perdendo parecchio sangue, ma se la dovrebbe cavare in una trentina di giorni.
Chi ha visto l'incidente, verso le 8 di questa mattina, aveva temuto il peggio. L'anziana, una settantenne residente a San Martino di Venezze, probabilmente arrivata a Cavarzere per il giorno di mercato, era distesa a terra, con una vistosa emorragia. Sul posto sono intervenuti l'ambulanza del 118, la polizia municipale di Cavarzere e i carabinieri. La donna è stata subito portata all'ospedale di Rovigo, dove resterà sotto osservazione per alcuni giorni. Aveva attraversato via Circonvallazione, vicino all'incrocio con via Marconi, provenendo dal parcheggio dove si trova il monumento ai lagunari. Per sua fortuna la bisarca procedeva lentamente e ha fatto in tempo anche a frenare, prima di colpirla. Ma la botta è stata forte lo stesso. Qualche testimone riferisce che “si è buttata” sulla strada improvvisamente.

TELECONTROLLO DEI PACEMAKER DA CAVARZERE A CHIOGGIA

Il controllo corre sul filo: il pacemaker dei pazienti comodamente seduti nella Cittadella di Cavarzere sarà controllato via internet dalla Cardiologia di Chioggia La Cittadella Socio Sanitaria di Cavarzere si avvicina all’Ospedale di Chioggia. Quello che non è fisicamente possibile, può talvolta essere realizzato dalla tecnologia. I pazienti cavarzerani (e quelli di Cona) portatori di pacemaker e defibrillatore potranno da oggi in poi evitare la trasferta alla Cardiologia di Chioggia per il controllo periodico, che sarà effettuato nella sede della Medicina Integrata presso la Cittadella, grazie alla collaborazione coi medici di famiglia, mediante un sistema innovativo via internet. “Questa innovazione rappresenta un reale progresso - sottolinea il primario della Cardiologia clodiense Roberto Valle - considerando che il numero di pazienti portatori di pacemaker o defibrillatori impiantabili è cresciuto in modo esponenziale negli ultimi due decenni, raggiungendo cifre considerevoli. Anche la realtà della Ulss 14 ha seguito tale andamento con un’impennata di interventi negli ultimi anni, con la creazione di una valida Elettrofisiologia, nell’ambito della Cardiologia dell’Ospedale di Chioggia. Va da sé che anche i controlli tecnici di tali “device”, eseguiti da un medico e da un infermiere dedicati, siano diventati un oneroso impegno non solo per il paziente, ma anche per la struttura ospedaliera. Fortunatamente, i più moderni dispositivi prevedono la possibilità di essere collegati tramite rete telefonica fissa o rete GSM dal proprio domicilio all’Ospedale, per cui è possibile effettuare il controllo dei parametri elettrici forniti dal pacemaker e dal defibrillatore anche senza che il paziente si rechi presso gli ambulatori della Cardiologia. Questo tipo di controllo, definito “remoto”, sostituisce completamente il tradizionale controllo ambulatoriale, garantendone le stesse informazioni e la stessa qualità”. L’assegnazione del trasmettitore prevede inizialmente l’addestramento dei pazienti o dei parenti all’utilizzo di tali apparecchi; per quanto studiati per risultare semplici e intuitivi non è raro che risultino, ad ogni modo, di difficile utilizzo per i pazienti più anziani. Ad esempio, alcuni pazienti, pur gradendo il vantaggio di non doversi recare in un lontano ambulatorio o di non dover attendere il proprio turno, esprimono il desiderio di recarsi presso una struttura di fiducia per la sensazione di “maggior protezione e sicurezza”. “In questo scenario – continua Valle - per dare un migliore servizio ai pazienti, in modo che possano eseguire un controllo del pacemaker o del defibrillatore in una struttura vicina, con i vantaggi del controllo domiciliare, si è pensato di ideare una rivoluzionaria modalità di controllo, implementata presso la Cittadella di Cavarzere: è stato posizionato un trasmettitore per il controllo remoto di pacemaker e defibrillatori, sotto la supervisione della dott.ssa Michela Bevilacqua, giovane elettrofisiologa della Cardiologia di Chioggia”. Gradimento per il nuovo servizio arriva anche dai medici di famiglia. “Un paziente che risiede a Cavarzere (e che sia portatore di un pacemaker recente) – aggiunge Ornella Mancin, medico di famiglia di Cavarzere, referente della Medicina Integrata - potrà presentarsi presso gli ambulatori a lui più vicini, e assistito da un’infermiera, potrà inviare tramite questo trasmettitore i dati relativi al controllo tecnico. L’analisi dei parametri verrà effettuata dal servizio di Elettrofisiologia di Chioggia che provvederà ad inviare una relazione relativa al controllo”. Il direttore generale dell’Ulss 14 Giuseppe Dal Ben, esprimendo soddisfazione per il l’esemplare collaborazione tra Cardiologia Ospedaliera e Medicina di base, “auspica che questo tipo di controllo possa essere applicato anche ad altre realtà rendendo ancora più accessibile e semplice l’esame, per far sentire il cittadino sempre al centro e protagonista del processo assistenziale ”.

domenica 20 luglio 2014

CAVARZERE: CAPITALE O SUCCURSALE?

Chi si ricorda la polemica su Roma Capitale e gli insulti destinati a chi avesse osato rivolgersi agli uffici pubblici di cotanta amministrazione comunale fuori orario? La foto del cartello, pubblicata all'epoca (era il novembre 2013) su tutti i giornali è abbastanza esplicativa ed è inutile stare a chiosare sulle tante perle che contiene. A cominciare da quel “l'altri giorni dobbiamo lavorare” dove, a parte la sgrammaticatura iniziale, il verbo “dobbiamo” esprime tutto il carico di risentimento e seccature che quel “lavorare” porta con sé, malgrado lo stipendio intrinsecamente connesso proprio a quel lavoro. Compreso, magari, il ricevimento del pubblico che non dovrebbe essere né tempo perso, né accondiscendenza verso chi ha delle legittime richieste. Ma, per quanto riguarda Roma, ci fermiamo qui.
Parliamo, invece di Cavarzere che non sarà capitale ma si fregia, comunque, del titolo di Città. Anche qui ci sarebbe qualcosa da dire sulle gestioni amministrative che si sono compiaciute di aggiungere titoli e onorificenze alle carte intestate del Comune ma hanno fatto scappare i cavarzerani per la mancanza di lavoro, di servizi e i prezzi delle case più alti della zona. Chiusa parentesi. E parliamo, invece del cartello che, da qualche tempo, campeggia su una delle porte del terzo piano (l'area tecnica) del Comune. Allora: “spiacevoli risposte” è più forbito di “parolacce e insulti”, ma il concetto è il medesimo. E, se non altro, c'è anche il ritegno di evitare un richiamo alla supposta “educazione” di chi sta negli uffici. Un'educazione che, anche in questo caso, farebbe a pugni col contenuto del cartello.


Non sappiamo, ahinoi!, se l'avviso, firmato da un dirigente che non lavora più a Cavarzere, sia stato posto prima o dopo (e quanto dopo) quello di Roma Capitale. Di certo, però, non va inteso come una pretesa di superiorità, o di pari dignità, tra gli uffici comunali di Roma e quelli di Cavarzere. Il cavarzerano-tipo, infatti, è noto per la scarsa considerazione che ha della sua città e, spesso, anche di chi la amministra (persone che, peraltro, sono state votate dai cavarzerani stessi). E il cartello in questione sembra, ancora una volta, sintomo di quell'inferiorità socio-culturale-economica che molti indigeni si attribuiscono. Insomma, se il pubblico rompe le palle, abbiate almeno il coraggio di scriverlo, cari responsabili del Comune. I romani lo hanno scritto chiaro e tondo. Sarà stato un messaggio inelegante, ma era sicuramente efficace. Quindi se qualcuno rompe i coglioni per nulla, diteglielo chiaramente. E, magari, non solo a chi sta “in basso” ma anche a chi sta “in alto”. Viceversa se qualcuno “rompe” per motivi legittimi.. beh! allora l'orario non dovrebbe contare nulla.